Blockchain

Paradosso Blockchain: la sicurezza è garantita dagli hackers

5 Settembre 2017

back view of a hacker in hoody pushing on digital sensor blockchain screne with icons and financial chart.

La catena a blocchi deve la sua sicurezza a diversi fattori: la distribuzione replicata del dato su più nodi collegati in un’unica rete, la marca temporale (timestamp) che consente di rendere unica e inoppugnabile la transazione, il fatto di non avere un nodo centrale a tenere gli equilibri, rendendo la rete molto più resistente; infatti se uno solo dei nodi dovesse disattivarsi gli altri continueranno a funzionare.

Altro elemento che la rende sicura è l’utilizzo della crittografia asimmetrica, cioè a doppia chiave.

Non ultimo, l’impossibilità di prenderne il controllo da parte di un singolo soggetto, grazie alla creazione di una sorta di registro aperto e condiviso, chiamato ledger o libro mastro,  garantito da quegli stessi nodi distribuiti.

Paradossalmente, la sicurezza della Bockchain è data proprio dall’analisi di come si muovono gli hackers e dalle loro azioni.

I pochissimi casi in cui si parla di hackeraggio a danno di questa piattaforma sono stati casi di truffa ai danni di singoli soggetti, e non a danno dell’intera rete. Nel caso The DAO, a esempio, sfruttando una falla presente nel sistema, alcuni investitori sono riusciti a farsi restituire la moneta digitale investita senza che le relative azioni venissero distrutte. In pratica hanno mantenuto sia la moneta che le azioni.

The DAO è solo una delle applicazioni realizzate utilizzando la Blockchain e grazie al fatto che questo è un sistema aperto, dove il software è verificabile e migliorabile da chiunque, questi casi sono utili proprio per arrivare ad avere un sistema inattaccabile.

Un attacco all’intera rete necessiterebbe la disponibilità di più del 51% della potenza computazionale dell’intera rete stessa, con la conseguente disponibilità economica che renderebbe ingiustificata l’esistenza di un hacker.

Inoltre, tutti i più recenti attacchi, dal virus Wannacry a Petya, ai danni inizialmente dell’Ucraina e Russia e poi diffuso a società europee e americane, hanno visto chiedere un riscatto in bitcoin da parte degli hackers stessi. Questo dimostrerebbe paradossalmente la sicurezza data alla moneta digitale ed al suo sistema.

Per prepararsi alla prossima generazione di attacchi di virus informatici, oltre a eseguire sempre e comunque il backup dei dati, è essenziale creare una rete basata su un’architettura sicura che utilizzi tecnologie avanzate di difesa della sicurezza informatica e la Blockchain sembra essere la tecnologia giusta.

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