Blockchain

Blockchain per digitalizzare i diamanti

15 Settembre 2017

Everledger è una start up inglese nata ad aprile 2015 grazie all’imprenditrice Leanne Kemp, specializzata in soluzioni anti contraffazione basate sulle tecnologie emergenti più avanzate e in particolare sulla Blockchain.

Everledger ha sviluppato una piattaforma che traccia la provenienza di beni di valore come diamanti, gioielli, opere d’arte e vini da collezione. La piattaforma riesce a collegare l’identità fisica e digitale di un bene, facilitandone il commercio e la tracciabilità e riducendo il rischio della contraffazione e del mercato nero.

Secondo gli esperti delle Nazioni Unite almeno il 15 per cento delle pietre arriva dal mercato nero.

Nelle gioiellerie di tutto il mondo si vendono ogni anno 50 miliardi di dollari di diamanti, mercato per due terzi di proprietà della De Beers.  Quando i diamanti sono estratti in paesi africani civili e responsabili come il Botswana, il Sud Africa e la Namibia, contribuiscono allo sviluppo e alla stabilità politica ed economica dei paesi stessi. Esistono anche governi corrotti cha fanno uso di contrabbando, come in Angola, in Congo e in Sierra Leone, e dove le pietre sono strumenti di schiavitù, violenza, disastri umanitari, collasso economico.

Infatti l’anonimato e la possibilità di nasconderli facilmente sono elementi attrattivi per tutti i predatori dell’Africa.

La piattaforma realizzata dalla start up Everledger, riesce a combinare oltre 40 fattori di riconoscimento come colore, luminosità e taglio di ciascun diamante per creare una sorta di documento d’identità digitale univoco per ogni pietra e fino ad ora sono state create 1 milione di identità digitali per diamanti.

Ogni documento creato non può essere alterato, dal momento che la Blockchain autorizza una validazione diffusa e aperta a tutti i nodi che partecipano in rete e garantisce l’immutabilità delle registrazioni grazie ad un codice univoco crittografato che comprende anche un timestamp, codice che concatena un blocco al successivo blocco, creando in questo modo la catena a blocchi.

L’utilizzo della Blockchain può essere quindi esteso anche ai diritti di proprietà su casa e terreni, eliminando la necessità di un’autorità centrale e soprattutto garantendo, nelle situazioni in cui i registri sono gestiti con poca cura o del tutto assenti, come nel caso del mercato dei diamanti, una protezione contro le ingiustizie sociali.

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