Blockchain

Blockchain nella gestione dell’agrifood

11 Settembre 2017

La tracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari che permette di conoscere la storia di ogni prodotto, sia di un vino che di ortaggi, verdure, frutta, legumi, cereali e altro, dalla coltivazione del seme nei campi alla lavorazione nelle aziende agricole, fino allo stoccaggio del prodotto nei punti vendita, tracciabilità per permettere la garanzia di qualità del prodotto, è ora all’ordine del giorno.

E’ molto recente il caso delle uova contaminate con un insetticida tossico. Secondo l’agenzia di stampa tedesca Press-Agentur “Uova contaminate con l’insetticida fipronil sono state scoperte in 40 paesi, tra cui 24 dei 28 stati membri dell’Unione Europea.” Questo è solo l’ultimo caso di prodotto alimentare contaminato che contribuisce ad aumentare allarme e diffidenza fra i consumatori e la necessità di trovare un modo sicuro di garantire i propri prodotti da parte di chi li produce e di chi li distribuisce.

Diversi sono i progetti, esistenti e in via di sviluppo, orientati a risolvere il problema della tracciabilità e tutti si avvalgono della tecnologia della Blockchain.

EY Italia ha realizzato il progetto Wine Blockchain EY per la Cantina Volpone, azienda vitivinicola pugliese, volto alla tracciatura della filiera di produzione del vino, che permette la certificazione dell’intero processo produttivo. Sono già in commercio bottiglie di vino, si inizia con la Falanghina, che presentano sull’etichetta un codice QR, abbreviazione di Quick Response, creando un’etichetta intelligente che permette di conoscere l’intero processo di produzione e trasformazione del vino, dall’indicazione del campo di provenienza, alla modalità di coltivazione, al processo di vinificazione fino alla distribuzione.

Altro importante progetto è annunciato da IBM e riguarda la collaborazione con Nestlè, Unilever, Walmart ed altre realtà presenti nei settori della produzione di prodotti alimentari e della grande distribuzione, per realizzare applicazioni per la gestione della tracciatura della filiera di produzione e distribuzione nell’agrifood.

Naturalmente applicazioni che si basano sulla tecnologia della catena a blocchi su cui IBM sta investendo da diverso tempo e con cui ha sviluppato una sua piattaforma Blockchain.

The Guardian, quotidiano britannico, riporta una esperienza legata all’applicazione della Blockchain nella filiera legata all’industria del pesce. Il quotidiano inizia con il descrivere come l’industria del pesce sia attraversata da fenomeni di illegalità dati dalla pesca illegale e dalla difficoltà di garantire la filiera del pesce pescato, dalla zona d’origine fino alla trasformazione e al consumo.

Il quotidiano parla quindi di una società britannica, la Provenance, che ha sviluppato una soluzione basata sulla Blockchain e che permette di fornire queste informazioni ai consumatori e a tutti i soggetti coinvolti, garantendo quindi la qualità del prodotto britannico.

Questi sono solo alcuni esempi di come la tecnologia della catena a blocchi è vista come la più valida anche per la gestione della filiera alimentare.

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