Blockchain

Blockchain nel sociale

11 Settembre 2017

Fra i molti ambiti in cui la Blockchain può essere utilizzata, oltre all’ambito finance, è presente il sociale.

Un esempio è dato dal parlamento europeo che, fra i vari progetti avviati all’inizio di questo anno e che si basano sull’utilizzo della tecnologia Blockchain, si è unito all’iniziativa dell’ONU di utilizzare Ethereum per gestire le identità dei rifugiati e poter di conseguenza assegnare in modo corretto gli aiuti a loro destinati.

L’ONU ha già sviluppato un progetto specifico per la distribuzione di aiuti in Giordania basato sulla Blockchain di Ethereum, che prevede la distribuzione di un tagliando reso crittograficamente univoco e destinato a un numero preciso di cittadini giordani. L’identità dei cittadini aventi diritto è gestito dal sistema stesso tramite un programma di riconoscimento mediante scansione dell’iride.

Ethereum è una piattaforma, basata sulla catena a blocchi, che permette di sviluppare applicazioni in diversi ambiti, oltre a quelle per la gestione della criptovaluta Ether e la cui fondazione è datata 2013 grazie al programmatore ventitreenne russo Vitalik Buterin.

Altro esempio è dato dalla collaborazione fra Sustainability International, un’associazione noprofit che opera in territorio africano, e Blockchain for Social Impact Coalition creata da Consensys, startup di New York che sviluppa applicazioni con Blockchain per occuparsi specificatamente di progetti nell’ambito del sociale.

Questa collaborazione nasce con lo scopo di contrastare l’inquinamento e la corruzione in una delle regioni più inquinate del mondo: l’Ogoniland, zona nel delta del Niger nella Nigeria meridionale ad alta densità di pozzi petroliferi.

Circa 1.000 chilometri quadrati di terre inquinate che hanno prodotto danni all’ecosistema portando alla disperazione le popolazioni locali di agricoltori e pescatori, che spesso imbracciano le armi e tentano azioni aggressive nei confronti degli oleodotti, causando ancora maggiori danni.

Secondo Sustainability International, occorre prima di tutto combattere la corruzione diffusa data dalla mancanza di una gestione trasparente del territorio e l’idea è quella di utilizzare gli smart contracts sviluppati su tecnologia Blockchain che, incorporando una logica di business, permettono di inserire degli eventi che porteranno ad adempiere a quanto definito nel contratto solo al verificarsi dell’evento stesso.

Se, ad esempio, Shell destina un fondo di qualche milione di dollari per ripulire una perdita di petrolio, i fondi potranno essere resi disponibili al contractor solo una volta che il lavoro è terminato e verificato, impostando le condizioni negli smart contracts.

Questo, insieme alle caratteristiche proprie della catena a blocchi di condivisione e sicurezza, permetterà di combattere le appropriazioni indebite e la corruzione che vanno a discapito della comunità, ed inoltre si potranno adottare modalità operative che prevedano il controllo ed il monitoraggio dei progetti secondo standard internazionali.

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