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Blockchain e Smart Contract: importante riconoscimento dal Senato della Repubblica

11 Febbraio 2019

Il Decreto Semplificazioni 2019, ora in votazione al Senato, oltre a varie novità sui temi del lavoro, dello sviluppo economico e sociale e su altri temi fondamentali, contiene un emendamento per il riconoscimento giuridico delle tecnologie basate sui registri distribuiti, prima fra tutte la Blockchain.

Fornisce inoltre una precisa definizione degli Smart Contract allo scopo di dare a questa tipologia di contratto elettronico un riconoscimento giuridico.

Per l’approvazione è previsto un ultimo passaggio alla Camera, dopo il quale, a legge approvata, sarà compito di AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, individuare entro 90 giorni dall’approvazione definitiva della Legge gli standard tecnici che i documenti informatici dovranno rispettare per avere un effettivo valore giuridico.

Il testo dell’emendamento definisce le tecnologie basate su registri distribuiti come “le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati, sia in chiaro sia protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili”

e definisce gli Smart Contract “un programma per elaboratore che opera su Tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. Gli Smart Contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’Agenzia per l’Italia Digitale con linee guida da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in esame.”

L’Italia sarà quindi il primo paese al mondo a riconoscere e dare valore legale alla Blockchain ed agli Smart Contract.

A differenza di Malta (altro Paese europeo che ha introdotto una normativa ad hoc nel luglio 2018), la norma italiana viene per così dire calata all’interno del sistema giuridico del documento informatico, come disegnato anche dal regolamento eIDAS, (electronic IDentification Authentication and Signature) senza necessariamente costruire nuovi istituti giuridici e dando piena certezza all’utilizzo di tali nuove tecnologie.

Con l’auspicabile conseguente adozione di regole condivise, l’Italia si preannuncia pioniera nell’adozione di questa importante tecnologia. Il riconoscimento giuridico è un passaggio fondamentale che porterà ad una maggiore diffusione e propensione all’utilizzo della tecnologia a blocchi e a un incremento dell’utilizzo di questi contratti elettronici.

Grazie alla Blockchain e agli Smart Contract si potrà ad esempio tutelare il made in Italy, proteggendolo dalle contraffazioni; si potranno registrare varie tipologie di contratto, con immediato decorso di validità e senza la presenza di intermediari, a esempio contratti d’affitto o documenti che comprovano la bontà della filiera nel mercato ortofrutticolo e vitivinicolo.

Un altro settore che guarda a Blockchain e Smart Contract è quello delle energie rinnovabili, dove i piccoli produttori potrebbero risolvere i problemi legati agli alti costi di distribuzione.

“La blockchain può abilitare decentramento, democratizzazione e liberalizzazione nell’energia. Con gli smart contract può permettere transazioni bilaterali in tempo reale eliminando le inefficienze dell’intermediario” (Fonte: Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano: “Le opportunità della blockchain per lo scambio di energia P2P”).

Inoltre il governo, con l’art. 1, comma 226 della legge di Bilancio 2019, ha previsto un Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, con il preciso scopo di finanziare progetti di ricerca in questi campi.

Le risorse finanzieranno:

  • progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia ad opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri, nelle aree strategiche per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, della Blockchain e dell’Internet of Things, funzionali alla competitività del Paese
  • sfide competitive per il raggiungimento di specifici obiettivi tecnologici e applicativi
  • il supporto operativo ed amministrativo alla realizzazione di quanto previsto alle lettere a) e b), al fine di valorizzarne i risultati e favorire il loro trasferimento verso il sistema economico produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese

Per maggiori dettagli si invita a leggere l’Articolo 8-ter di “Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract”, tratto dal dossier del Servizio Bilancio della Camera che si può trovare a questo indirizzo https://documenti.camera.it/Leg18/Dossier/Pdf/VQ1550.Pdf.

A cura di Marina Brenzone.

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