Blockchain

Blockchain e Pubblica Amministrazione

5 Settembre 2017

Il Forum della pubblica Amministrazione è un appuntamento annuale che si tiene presso la Fiera di Roma ed è un momento di incontro tra pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini. La Manifestazione è patrocinata dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dall’ANCI, Associazione Nazionale Comuni d’Italia, dall’UPI, Unione Province Italia e dall’UNCEM, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani.

Uno degli incontri che si sono tenuti durante l’ultimo Forum PA del 24 maggio scorso ha avuto per titolo “Il paradigma della blockchain nella PA”.

Questo a testimonianza della sempre crescente attenzione verso questa tecnologia e tutti i suoi possibili utilizzi, oltre allo scambio di moneta digitale, a esempio a supporto di tutte le attività che vedono coinvolte le pubbliche amministrazioni.

La Blockchain, infatti, grazie alle sue caratteristiche di sicurezza, gestione della privacy e inalterabilità del dato, potrebbe essere utilizzata per affrontare le inefficienze nei sistemi attuali e aumentare l’efficienza dell’erogazione dei servizi pubblici.

Occorre, prima di vedere alcuni dei possibili utilizzi nella PA, fare una distinzione fra Blockchain “pubblica”, “privata” e “consorziata”.

Nella Blockchain pubblica o distribuita, tutti possono accedere alle transazioni messe a disposizione dalla rete. La sicurezza è data dalla crittografia e dal fatto che è l’intera rete che conferma la validità dei blocchi per consentire a questi di far parte della catena.

La Blockchain privata o autorizzativa, prevede un’autorità specifica riconosciuta che ha il compito di autorizzare le transazioni di scrittura, mentre la lettura è pubblica o limitata ai partecipanti.

Un consorzio Blockchain è una Blockchain dove l’autorizzazione alle transazioni è data da un gruppo preselezionato di nodi; ad esempio, si potrebbe immaginare un consorzio di 15 istituzioni finanziarie, ognuna delle quali gestisce un nodo e di cui 10 devono firmare ogni blocco in modo che il blocco sia valido. Il diritto di leggere il blockchain può essere pubblico, o limitato ai partecipanti.

In Italia il sistema giuridico prevede una struttura verticistica con un potere esecutivo, il Governo, che definisce ruoli e compiti delle pubbliche amministrazioni.

Di conseguenza è ipotizzabile una Blockchain di tipo autorizzativo quella che potrebbe essere proficuamente utilizzata nella PA.

Un utilizzo, a esempio, potrebbe essere dato nella conservazione e gestione di tutti i registri pubblici, il registro delle licenze di origine pubblica, dei diritti di proprietà di cittadini e imprese, come ad esempio case, veicoli e brevetti. Si potrebbe avere una mappatura geografica, registrando terreni e relative proprietà e gestire quindi in maniera efficace i registri catastali e immobiliari. Gli algoritmi alla base della criptografia dei dati trasmessi con la Blockchain proteggono i dati da eventuali alterazioni volontarie o accidentali.

Nella sanità si potrebbero trattare i dati dei cittadini, realizzando finalmente il cosiddetto “fascicolo sanitario digitale”, oltre alla gestione delle ricette e dei farmaci.

Con la Blockchain si può realizzare l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Esiste su questo tema un importante progetto avviato da Sogei, progetto che, attraverso l’integrazione dei sistemi informativi pubblici e la semplificazione dei processi amministrativi, è finalizzato a favorire il processo di digitalizzazione della PA e il miglioramento dei servizi a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, riducendone anche i costi.

Si può utilizzare la Blockchain nel procurement pubblico, ossia nei progetti di gare d’appalto e di acquisti tra i reparti, agenzie e altri organismi distaccati. È possibile gestire le identità digitali senza rischi per la privacy e amministrare in modo efficiente e sicuro sistemi di riscossione delle imposte o di assegnazione e tracciatura di fondi. Si può utilizzare nella distribuzione dei sussidi per il welfare.

Una blockchain potrebbe facilitare il voto alle elezioni, assicurando che ogni persona che vota abbia effettivamente diritto al voto ed utilizzi un solo voto.

Infine nell’agroalimentare con la gestione delle filiere di produzione a tutela dei consumatori e per rendere più trasparenti le attività pubbliche di sostegno agli agricoltori e ai produttori.

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